Il Rapporto sulla Competitività 2025 dell'Istat

Il Rapporto sulla Competitività dei Settori Produttivi 2025, giunto alla sua tredicesima edizione, rappresenta un'analisi dettagliata da parte  dell'Istituto di Statistica della struttura, della performance e delle dinamiche del sistema produttivo italiano. Questa edizione assume un'importanza particolare in un contesto caratterizzato da shock internazionali e mutamenti strutturali, fornendo dati e approfondimenti cruciali per comprendere le sfide e le opportunità per le imprese italiane.

Nel 2024, il commercio mondiale ha registrato un'accelerazione del 3,4%, con l'Asia che ha fornito il contributo più significativo alla crescita. Tuttavia, l'Europa ha mostrato segnali di debolezza, influenzata dalla guerra in Ucraina e dal rallentamento dell'economia tedesca. Le tendenze protezionistiche degli Stati Uniti potrebbero avere un impatto significativo sull'export italiano, che ha già registrato una flessione del 3,6% verso gli USA e del 20% verso la Cina nel 2024.

Nonostante le difficoltà, l'Italia ha mantenuto un ampio avanzo commerciale verso gli Stati Uniti, trainato da settori come la meccanica, l'alimentare, il tessile e i mezzi di trasporto. Inoltre, il mercato statunitense è diventato sempre più rilevante per molte filiere industriali italiane, confermando il crescente interesse per i prodotti del Made in Italy.

Il rapporto evidenzia come il sistema produttivo italiano sia più vulnerabile alle forniture estere rispetto a paesi come Germania, Cina e Stati Uniti. Tra i settori più esposti si segnalano la chimica, la metallurgia, gli autoveicoli e l'elettronica, che dipendono in larga misura da input importati. La concentrazione geografica delle forniture rende alcune industrie particolarmente sensibili a interruzioni della catena di approvvigionamento.

L'export manifatturiero, che rappresenta una componente essenziale dell'economia italiana, è trainato da mercati come Germania, Stati Uniti e Francia. Tuttavia, rispetto al 2019, la quota degli Stati Uniti è aumentata in molti settori, tra cui macchinari, mobili e prodotti in pelle, mentre la Germania rimane il principale partner commerciale per l'automotive e il comparto elettrico.

Le imprese appartenenti a gruppi multinazionali generano il 73% dell'export manifatturiero italiano e il 76% delle importazioni. Le multinazionali a controllo estero, in particolare, rappresentano una fetta significativa dell'export nei settori farmaceutico e automobilistico. Questo evidenzia il ruolo cruciale degli investimenti esteri nell'integrazione dell'Italia nelle catene del valore globali.

Le filiere produttive più esposte alla vulnerabilità includono l'aerospazio, l'energia e il trasporto marittimo. Ad esempio, la filiera dei mezzi di trasporto su gomma ha un peso significativo sulle esportazioni italiane e, di conseguenza, un impatto diretto sulla competitività complessiva del sistema produttivo.

Alla luce di questi dati, emergono alcune strategie chiave per rafforzare la competitività del sistema produttivo italiano:

  • Diversificazione delle fonti di approvvigionamento: ridurre la dipendenza da un numero ristretto di fornitori esteri per mitigare i rischi legati a interruzioni della catena di approvvigionamento;
  • Investimenti in innovazione e digitalizzazione: potenziare la capacità produttiva attraverso tecnologie avanzate e soluzioni digitali per migliorare l'efficienza operativa;
  • Sostegno alle PMI nell'internazionalizzazione: favorire l'accesso ai mercati globali e incentivare strategie di export per ridurre la vulnerabilità alle crisi economiche internazionali;
  • Sviluppo di filiere sostenibili: promuovere la sostenibilità ambientale e l'economia circolare per aumentare la resilienza delle imprese italiane.

Il Rapporto sulla Competitività 2025 fornisce quindi una visione approfondita dello stato del sistema produttivo italiano, mettendo in evidenza i punti di forza e le fragilità che caratterizzano il tessuto industriale del Paese. Per affrontare le sfide future, sarà essenziale un approccio strategico che combini innovazione, diversificazione e una maggiore integrazione nelle reti commerciali internazionali.

L'Italia ha dimostrato di saper reagire alle crisi con resilienza e capacità di adattamento. Con le giuste strategie, le imprese italiane potranno continuare a essere protagoniste sui mercati globali, garantendo crescita e sviluppo economico nel lungo periodo.

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